Gole del Lacerno, luoghi suggestivi del Lazio. Torrentismo o trekking l’importante è andarci!

agosto 5, 2018 0 Di Alex Vigliani

Esistono luoghi di cui i più non sanno l’esistenza. Luoghi, così nascosti, che ce li abbiamo sotto il naso ma ce li andiamo a cercare a svariati chilometri di distanza. Che se si vuole un po’ di svago e frescura spesso l’alternativa è proprio a un passo da noi.
Siamo nel territorio di Campoli Appennino (FR) e quanto leggerete non costituisce una “spinta” ad andare lungo il sentiero, piuttosto a raccontarvi un’esperienza fatta dal sottoscritto con l’associazione culturale Itinarrando.

Per le Gole del Lacerno non c’è un’indicazione su strada, non c’è un sentiero tracciato con i colori del CAI, o almeno non c’è oggi, però se lo conosci, se sai come arrivarci, è uno dei luoghi che più ti stupirà, capace di scorci suggestivi e di acque rinfrescanti. Soprattutto, sia chiaro, perché si trova a 40 minuti dalla calura estiva e soffocante del Capoluogo frusinate, alle porte del Parco Nazionale di Lazio Abruzzo e Molise, sulla strada che da lì a breve ti immetterà nelle rigogliose faggete del Passo di Forca D’Acero.
Escursione obbligatoriamente estiva, da non farsi nel periodo primaverile – quando le nevi si sciolgono o in periodi particolarmente piovosi.
Vi si accede da due punti almeno.
Il primo: da Campoli Appennino in un percorso più lungo.
Il secondo: da via del Querceto, dove si giunge all’intersezione con il sentiero di cui sopra.

Dal secondo, quello più rapido e forse più completo benché più corto dell’altro, scendiamo per circa 250 metri, nella vegetazione dapprima più fitta e poi su sentiero che via via diventa più pulito, la vegetazione si dirada e si intravedono le rocce che faranno più giù da proscenio all’ambiente.
Scendiamo seguendo una traccia intuibile, sempre dritto, evitando di piegare a sinistra quando d’un tratto si apre l’intersezione con l’altro sentiero, che da qualche tempo ha indicazione “Campoli” scritta a pennarello su roccia. Proseguiamo ancora fino a giungere a un punto più aperto con panche approssimate e tracce di bivacco. Ancora verso il torrente che richiama l’escursionista con il cantar dello sciabordio tra le rocce; lo si supera subito una prima volta guadandolo senza difficoltà, il sentiero si inerpica un po’ ma niente di troppo faticoso. Scendiamo dunque in modo deciso verso il torrente attraversandolo di tanto in tanto e prendendo confidenza con il fatto che durante questa escursione sicuramente ci bagneremo, cosa già prevista, poiché tutti abbiamo un paio di scarpe e di calzini nello zaino.
Un passaggio acquatico obbligato e ci troviamo a una scelta. Prendere il sentiero che su strada semplice e poco impervia ci porterà all’ingresso delle gole, oppure proseguire lungo il corso d’acqua con una spettacolare escursione torrentistica.
Propendiamo per la seconda scelta, benché in questo secondo caso cammineremo con più attenzione, facendo cura di evitare pietre scivolose e alcune pozze presenti in prossimità di “chiuse” naturali fatte dalle rocce.
Lasciamo gli zaini per non rischiare che si bagnino. La risalita, nel fiume, durerà circa 40 – 45 minuti, spesso siamo costretti a scegliere quale strada percorrere, valutando anche per chi sta con noi, eventuali difficoltà. Questa scelta aggiungerà pepe alla nostra escursione.
Man mano che risaliamo le pareti di roccia diventano sempre più verticali e strette, fino a portarci nell’imbuto delle gole del Lacerno, là dove il sentiero non acquatico, per intenderci, ci avrebbe portato. Qui dove il sole non filtra e l’acqua sembra sgorgare da un buio cunicolo. Attraversiamo quindi ancora il fiume, prima di entrare nel tratto finale delle gole e, risalendo ancora dentro l’acqua su facili e intuibili passaggi, ci troviamo nel cosiddetto Cuccetto dell’Inferno, sotto una splendida cascata che, di infernale, non ha assolutamente niente.
Dopo esserci goduti un po’ di fresco riprendiamo la via del ritorno, questa volta sul sentiero più asciutto, giungendo in poco tempo al punto in cui abbiamo lasciato gli zaini.

Sviluppo percorso: 6 km
Dislivello: 600 m
Luoghi di interesse vicini: Campoli Appennino (FR) visitando magari l’area faunistica dell’orso nel fine settimana – Valico di Forca D’Acero – Tartufo di Campoli Appennino, eccellenza della zona.

Link consigliati per escursioni e visite:
Itinarrando Associazione Culturale 
Caspita Associazione