La fortuna di avere l’Abruzzo dietro l’angolo: Anversa, Castrovalva e le gole del Sagittario.

agosto 17, 2018 0 Di Alex Vigliani

Se c’è una fortuna che non tutti sanno di avere da queste parti (Lazio Meridionale), è la vicinanza con quella magnifica indomita regione che è l’Abruzzo, terra che ha saputo resistere alle sirene dell’industrializzazione selvaggia, investendo invece sul proprio comparto naturalistico senza mai vergognarsi delle proprie umili radici. Così basta aprire una cartina dei sentieri, di un qualsiasi luogo dell’Abruzzo, per capire quante tracce rosse vi siano, linee sentieristiche di CAI e parchi, che se vuoi l’Abruzzo te lo puoi fare a piedi per largo e lungo.
Così a ferragosto, insieme all’associazione di cui faccio parte, abbiamo proposto una giornata intera tra Anversa degli Abruzzi, Castrovalva, Villalago e Scanno tutte in provincia de L’Aquila, concependo un percorso itinerante per sfuggire dai flussi stanziali degli amanti – spesso troppo rumorosi – del ferragosto.

Alle 9 siamo già ad Anversa degli Abruzzi, Sora – Avezzano libera, d’altronde in molti sono stati terrorizzati dalle previsioni che davano l’arrivo di cicloni e tempeste sulla calura delle ferie d’Augusto.
Niente di tutto questo, lo avevo già visto dalle previsioni dell’aeronautica, ne avremmo avuto conferma durante il lieto scorrere di una giornata perfetta.
Il percorso, già provato e percorso in passato, è quello che collega Anversa degli Abruzzi a Castrovalva, due borghi davvero belli e caratteristici. Il primo più abitato e vissuto, con i bar della piazza centrale aperti e pronti ad accogliere gli avventori in una delle giornate festive per eccellenza. Tempo di aspettare tutti e scendiamo nell’Oasi wwf, un percorso che si snoda lungo il rinfrescante fluire del Sagittario, risalendo poi lungo il crinale che porta nell’abitato di Castrovalva, borgo semi abbandonato che d’estate diventa popolato. Un unico bar, ovviamente aperto, che è anche alimentari, libreria e un sacco di altre cose per adempiere a tutte le necessità dei tanti turisti.
Tempo di un brindisi e si riparte per concludere l’anello, percorrendo il sentiero dedicato a Escher, artista e pittore che a Castrovalva dedicò una tela. Riscendendo, proseguendo nuovamente verso le sorgenti del Cavùto siamo rapiti da scorci panoramici e da un ambiente quantomai variegato.

Dopo il pranzo, quantomai sontuoso, frutto di un pic nic condiviso in cui ogni partecipante ha messo il proprio contributo, ci siamo spostati in auto sulle sponde del Lago di San Domenico. Giro panoramico, salita per me sulla terrazza del luogo per scattare qualche foto e godere appieno di un altro lato delle gole del Sagittario.

Ancora una volta riprendiamo l’auto e questa volta, superando il lago di Scanno, ci dirigiamo direttamente nel centro cittadino, popolato di tante persone e animato da bambini e ragazzi. Ogni scorcio meriterebbe una fotografia, tenendo fede all’appellativo di borgo dei fotografi, luogo in cui mostri sacri come Bressons, Lotz Bauer e Giacomelli trassero ispirazione per i loro scatti, rapiti – come noi – dalla bellezza di questi luoghi.