Eremo del Caùto di Morino (AQ), quando l’opera dell’uomo s’amalgama con la natura.

aprile 5, 2019 1 Di Alex Vigliani

Per l’eremita la natura era parte fondamentale. Quale attività ascetica poteva d’altronde sottrarsi a un ritorno alla natura? A un ritorno al primordiale, al sentire il contatto tra uomo e natura, tra uomo e albero, la si creda poi come si vuole, inerpicando il pensiero attraverso la corteccia dei faggi e giungere quindi al cielo.
A Dio o alle divinità, che dalla terra – madre dell’aurora – risalgono fino ai giorni nostri.
Camminando, nel quasi continuo suono dell’acqua che rigogliosa scorre nella riserva naturale di Morino, si attraversano boschi e ci si inerpica lungo non sempre docili salite che lasciano però spazio ad aperture su panorami verdeggianti.
Ai quasi 1200 m dell’eremo del Caùto si ha accesso dopo aver superato ancora una parete rocciosa la cui caduta di massi ha disegnato una sorta di deserto roccioso in cui si insinuano rovi, piante aromatiche e qualche anemone solitario.
Caùto deriva da cavo, la Madonna del Caùto è anche detta del Pertuso, il pertuso è il buco. La conformazione carsica e calcarea della zona ha ispirato nomi e luoghi eremitici per uomini alla ricerca di solitudini spirituali.
Qui a Morino come in parte della Val di Roveto il fenomeno fu diffusissimo, di riflesso dall’attività dei monaci benedettini di Montecassino. L’eremo sarebbe stato abbandonato intorno al XV secolo, prima di questo aveva visto probabilmente un ampliamento nel 1200, data rinvenuta al margine di uno degli affreschi che impreziosisce le mura della spoglia chiesetta. Gli affreschi raccontano la vita di Santa Caterina d’Alessandria e di San Clemente e giungono a noi, come se il tempo si fosse fermato, inglobando i boschi intorno all’eremo, la riserva naturale e le rocce a disegnare un luogo incredibile.
Da visitare, vedere e rivedere, studiandolo palmo palmo, sasso per sasso, per comprendere come l’uomo possa inserirsi in un contesto naturale senza stravolgere ma, anzi, in uno stato unico di simbiosi proprio dello spirito oltre la materia.