Immergersi nel silenzio del bosco per ascoltare se stessi attraverso gli alberi.

novembre 5, 2019 0 Di Alex Vigliani

Di Alex Vigliani 
Nel corso delle escursioni di Itinarrando capita spesso che i gruppi smettano di loro sponte di comunicare ad alta voce, non che siano particolarmente rumorosi, ma vi sono tratti in cui sembrano rapiti.
Questo capita ai più quando d’un tratto immersi in una grande faggeta la luce cambia, gli odori si fanno forti, il silenzio è talmente forte da zittire qualsiasi parola.
Così ci si concentra sul rumore delle foglie, sul cinguettio di qualche uccello oppure semplicemente sul silenzio stesso e sul suo senso. Coordinarsi con il proprio respiro, quindi ascoltarsi, è cosa che si può fare d’altronde soltanto se si presta attenzione. Se non ci si parla sopra, se non ci si sovrappone con il vociare ai battiti del proprio cuore.
Capita anche, credetemi, che qualcuno del gruppo chieda ad altri componenti di comitive più rumorose di tacere e godersi il silenzio del bosco rispettando così implicitamente il volere dei grandi alberi che con i loro possenti rami protesi sembrano direttori d’orchestra. Monumentali patriarchi guardiani del tempo e dello spazio ancorati alla terra con salde radici.
Il silenzio viene da sé è qualcosa che andiamo ricercando. Se non tutti, quasi. Qualcosa cui non siamo più abituati, follemente lanciati ad alta velocità nel mondo delle auto e dei loro rombanti motori.
Oggi del silenzio abbiamo quasi paura, talmente tanto che il cervello, in assenza di suoni, ci riempie la testa di rumori che diventano ridondanti, tanto fastidiosi che dobbiamo trovare una fonte di suono per recuperare una certa stabilità. Eppure un tempo, quando la rivoluzione industriale non aveva ancora imposto il proprio suono di fabbriche e motori e a parlare era la natura, il silenzio era normale. Poco vociare, appena pronunciato poiché bastava poco per essere sentiti. E all’imbrunire si fermavano gli animali da traino e gli strumenti di lavoro della terra, ci si chiudeva in casa e al massimo si poteva sentire – capita ancora in qualche borgo sperduto – il suono che fanno i piatti a cena o a pranzo.
Quante cose sono cambiate, quanto non possiamo più percepire!
Camminare nei boschi aiuta. Camminare nei boschi è recuperare l’abitudine al silenzio, ancora un altro modo che ci offre la natura per ritrovare noi stessi, i nostri ritmi, la nostra capacità di ascoltarci.