Viandante: cammina e contempla

gennaio 24, 2020 0 Di Alex Vigliani

Guardo e riguardo la carta dell’eremita, l’archetipo del viandante.
Il passo appena pronunciato, l’esperienza del cammino.
Il viaggio lento che induce alla lenta trasformazione. Mutazione di se stessi ed evoluzione. Quel mantello che è più seta all’interno e rozzo esternamente. Nel cuore la purezza, fuori la carne indurita dal vento, dal viaggio, dall’inverno – l’ennesimo – a mordere tenace.
Stretta nella mano la lanterna che è luce a illuminare appena poco la strada dinanzi, lasciando angoli di penombra alla scoperta e alla ricerca come parsifal tra boschi, valli e montagne.
Ritorno alla natura, alla terra. Sublimazione dell’Io tra le fronde fruscianti, nel respiro del ventre del bosco. Scoprire che ogni cosa è femmina e generatrice.
Mater Matuta, madre dell’aurora.
Guardo e riguardo il bastone dell’eremita, il medesimo del viandante, che trae forza dalla terra, verticali energie a disegnare flusso costante con il cielo e ci vedo il profilo del camminatore di questo secolo di rovine, esploratore del proprio Io che cerca nell’alba o nel crepuscolo, nella nebbia e nei boschi la propria “dimensione insondabile”.